San Felice del Benaco

San Felice del Benaco, promontorio morenico che si estende nel lago di Garda tra i golfi di Salò e Manerba, è un territorio dalle origini molto antiche. Per la sua conformazione venne chiamato dai romani “sinus felix” (insenatura felice). Il suo territorio comprende i tre piccoli centri: San Felice, Portese e Cisano, oltre alla splendida Isola del Garda.

  • Palazzo Ex monte di Pietà

    Il Palazzo Ex monte di Pietà, realizzato dopo il lascito di Giacomo Pace, era una benefica istituzione presso la quale i poveri potevano richiedere una somma di denaro in prestito senza doverne pagare gli interessi. Verso la fine dell’Ottocento, il Monte di Pietà venne sostituito dalla Congregazione di Carità e successivamente divenne sede del Municipio, fino a fine ‘900. Ad oggi nel palazzo trovano sede l’Ufficio turistico e la Pro Loco del Comune di San Felice del Benaco.

  • Chiesetta del cimitero vecchio

    La chiesa si trova all’interno del vecchio cimitero tra le cinta murarie del castello di San Felice della cui struttura fortificata si conserva ancora la torre d’angolo e quella d’entrata. L’attuale edificio, risalente all’età medievale, ha una conformazione molto irregolare frutto di vari rimaneggiamenti nei secoli. Luogo caratterizzato da un meraviglioso abside affrescato, in seguito alla chiusura del cimitero, è divenuto una sede per mostre ed esposizioni.

  • Santuario del Carmine

    Distante circa 500 m dal paese, situato su un dolce poggio, si trova il Santuario del Carmine. Nato come cappella dedicata alla Madonna delle Cisterne nel 1452, a causa della massiccia presenza di fonti d’acqua nel territorio, con il passare degli anni assunse dimensioni sempre maggiori e cambiò più volte il suo nome, arrivando a chiamarsi Madonna del Carmine grazie all’arrivo dei Padri Carmelitani nel 1460. Ad oggi, l’imponente edificio del XV secolo, mirabilmente affrescato al suo interno, è meta costante di numerosi pellegrini.

Cisano

Cisano è un piccolo borgo situato su una piccola collina dalla quale domina il golfo di Salò. Frazione rurale e molto antica offre la possibilità di visitare palazzi e la storica fontana da cui gli abitanti attingevano acqua.

  • Palazzo Cominelli

    Palazzo Cominelli, risalente circa alla metà del Seicento, è un luogo incantevole con una vista mozzafiato che dal giardino dà modo di ammirare il golfo di Salò. Qui ha sede la Fondazione Raffaele Cominelli nata con lo scopo di conservare la cultura della Valtenesi e valorizzarla attraverso la raccolta di quadri e con l’organizzazione di diverse esposizioni. Nel cortile della casa sono presenti due lapidi: la prima per ricordare i due Leonardo Cominelli, poeta uno e filosofo l’altro; la seconda, invece, in memoria del poeta Raffaele Cominelli.

Portese

Portese, frazione di San Felice del Benaco che dista circa un kilometro dal centro, in antichità era paese di pescatori. Per questa sua peculiarità, che lo distingueva dalle altre frazioni attuali, storicamente più dedite all’agricoltura, è stato comune a sé stante fino al 1927. Ad oggi, Portese è ricco di luoghi suggestivi come, ad esempio, il castello, il porto e la spiaggia di Porto Portese, che offre acque cristalline e un magnifico panorama.

  • Castello di Portese

    Luogo immerso nel verde, il Castello di Portese venne eretto nell’Alto Medioevo con la funzione strategico difensiva dalle scorrerie di barbari. Il portale di accesso presente alcuni lacerti di dipinti realizzati nel XVII secolo, raffiguranti uomini in armi collocati all’interno di archi dipinti. Successivamente fu collocata sulla struttura una statua dedicata al Sacro Cuore. Oggi, della struttura originale, rimane solo la torre d’angolo interamente in mattoni e qualche pezzo delle mura. A sinistra rispetto all’ingresso ha la sede della Biblioteca; sulla destra, ha la sede del Gruppo degli Alpini.

  • Chiesetta di Sant’Anna

    La Chiesa di Sant’Anna, piccolo gioiello della frazione di Portese, è una chiesetta di proprietà della Famiglia Luzzago. Al suo interno è possibile ammirare la pala d’altare realizzata da Sante Cattaneo, autore salodiano della metà del ‘700. Il quadro raccoglie le devozioni tipiche della famiglia settecentesca, presentando una mamma con il figlio, un cugino, una nonna, un padre ed un giovane di buona famiglia cresciuto secondo le indicazioni della Chiesa.